5.12.08

Il contagio della felicità

C’è un bell’articolo, su Repubblica.it.

In sintesi, si parla di un grande lavoro di ricerca volto a mappare, su oltre 5000 individui e nell’arco di venti anni, la diffusione dello stato di felicità.

Ecco: se ne avevi bisogno, lì c’è una bella ma efficace narrazione che potresti vedere anche in chiave religiosa: a donare amore, nel senso di felicità e gioia anzitutto, si viene ripagati con la stessa moneta e si contribuisce a vivere meglio tutti.

Essere felici, a volte, è un po’ un autoimposizione. E’ cercare nelle piccole cose il lato bello e gustoso. Vedere che, tutto sommato, il bicchiere è sempre mezzo pieno. E se non è mezzo pieno, c’è comunque un ultimo sorso. E quando l’ultimo sorso sa di fondo di bottiglia, resta il fatto che il bicchiere è proprio bello, e fatto di un bel vetro solido.

Insomma: un lato positivo c’è sempre. Saperlo cogliere è importante. Saperlo trasmettere altrettanto.

 

Il che, beninteso, è diverso dalla politica del “va tutto a ramengo ma basta essere ottimisti”… J

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