16.7.09

"Che Schifo" - di M.Gramellini

Basta, fermiamoci a «Il pesce rosso non abita più qui», romanzo d’amore fra una cassiera di Bari e un ministro facilmente riconoscibile del governo B, che - cito dal sacro testo in uscita - «si faceva succhiare da lei i seni femminei» e poi non l’ha neppure candidata alle elezioni. Sì, fermiamoci, e lo dice uno che ha partecipato alle danze con corsivi e sfottò. E’ servito a distrarci dal caldo e dalla crisi. Ma un bel gioco dura poco, dicevano i nonni. Poi viene a nausea: sono dieci giorni che non riesco a finire un articolo sulle feste del signor B, figuriamoci il libro sui «capezzoli turgidi» del suo ministro (che schifo). Fermiamoci, prima che sia troppo tardi. Prima che un boy scout deluso pubblichi le memorie delle sue notti in tenda con Rosy Bindi, che venga a galla la fidanzata maghrebina di Calderoli, che una escort pugliese riveli che Vendola si finge gay per motivi elettorali ma di notte infila la giacca bianca di John Travolta e diventa il castigamatti del lungomare. Fermiamoci perché neanche un disegno politico può essere alimentato a lungo dalla polvere sozza di certe vendette. Trovo disgustose le persone che usano il loro corpo per avvicinare il potere e, quando falliscono nell’intento, denunciano indignate la scorciatoia che volevano percorrere.

Che un velo di sana ipocrisia cali sulle abitudini notturne degli esseri umani, ministri compresi. Un Paese dove il governo è ricattato da succhiatrici di seni e l’opposizione si dibatte fra comici e stupratori, ha oltrepassato il confine del ridicolo ed è entrato in un territorio al termine del quale è in agguato il rigurgito moralista della dittatura.

 

Fonte:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=659&ID_sezione=56&sezione=

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